Festa San Giovanni Bosco 2019 – articolo per La Fiaccola

Posted by: | Posted on: Gennaio 16, 2019

La festa di san Giovanni Bosco di quest’anno sarà l’occasione per vivere due momenti in Oratorio. Il primo si inserisce nel cammino dell’anno della verifica e del ripensamento chiesto dal Vescovo all’intera Diocesi. Dopo aver iniziato quest’autunno con un intervento che ci ha consegnato alcune linee di percorso sicure per poter compiere una verifica ‘ecclesiale’ (e non ‘mondana’), la festa del patrono degli Oratori vorrà essere il momento per esprimere il nostro grazie, personale e corale, a quanto lo Spirito Santo ha fatto sorgere in noi e fra noi in questi anni. Come? Questo non ve lo so ancora dire: ci troveremo proprio stasera con i catechisti per pensare il come… 

Il secondo momento sarà il rinnovo di quell’organismo che è nato in Oratorio proprio a partire dall’esperienza forte del Giubileo e a cui abbiamo dato il nome di Fraternità. Si è conclusa infatti a gennaio la convocazione del secondo gruppo di adolescenti, giovani e adulti che hanno vissuto questa esperienza ed è giunto il momento di convocare il terzo. A fine mandato, ci siamo ritrovati per un momento di verifica. Da tutti i partecipanti è emerso come il cammino abbia avuto in ciascuno, come effetto positivo, la possibilità concreta di vivere in Oratorio un’esperienza di fraternità. Non poca cosa, mi sembra: è proprio questa l’essenza della Chiesa! E siamo di fronte a un frutto dello Spirito! Alcuni dei membri si sono espressi proprio così: «Mi sono ritrovato “a casa” in un clima familiare»; «Mi sono sentita parte della comunità, con tutte le sue età ed esperienze»; «Ho potuto conoscere più a fondo le persone che vedevo in Oratorio, sentire i punti di vista degli altri»; «è stato uno dei pochi momenti che possiamo avere per condividere tra noi, per fare esperienza di vita comune anche tra generazioni differenti»; «Ho sentito l’Oratorio, perché ho incontrato persone che fanno esperienze diverse dalla mia ma sotto questo stesso tetto»; «Ho imparato ad ascoltare persone più anziane di me e a comprendere figure che vedevo in Oratorio ma non sapevo perché ci venissero ancora»; «Ho vissuto questa esperienza come un confronto: nel mio caso so già come va l’oratorio, chi entra, cosa fa, come bisogna agire… ed a volte forse dimentico che non ci sono solo io. Ecco, la Fraternità penso abbia un po’ questo scopo: dimostrare l’essere lì anche di altri, e di altri non generici, bensì persone concrete». Qualcuno ha anche sentito il peso di prendere delle decisioni, di avere una responsabilità per decisioni che coinvolgono altri, di non essere lì a ratificare cose già scelte dal prete ma di doverle scegliere insieme. Sono emerse poi anche alcune indicazioni da affidare ai nuovi membri. Le sottolineature qui sono state differenti, ma chiedono di continuare ad occuparsi di alcuni aspetti della vita dell’Oratorio: l’accompagnamento degli animatori del Grest, la proposta della vita spirituale, il gruppo giovani. Mentre da una parte si sogna che l’Oratorio possa proporre proposte educative incisive, cammini formativi chiari e motivanti… dall’altra si sogna anche che esso possa diventare un luogo accogliente capace di intercettare quei tanti ragazzi, giovani, famiglie che se ne sono allontanati, grazie a belle e semplici occasioni di incontro e di festa. Nessuno si angusti troppo per questa doppia prospettiva: nella Chiesa, i pericoli sono arrivati sempre quando si difendeva una verità a discapito di un’altra. Un sano Oratorio è proprio quello che ha capito che lavorare per tutti e con tutti non è in contraddizione con l’educare fortemente qualcuno e viceversa. Un punto tutto particolare che ci impegnerà nei prossimi anni, sarà, infine, l’edificazione e la cura della nuova struttura sportiva, con una collaborazione sempre più stretta con la PJ. E la terza fraternità? Sono usciti un po’ di nomi. Ora verrà il tempo della richiesta delle disponibilità. Appena sarà composto il nuovo gruppo, lo presenteremo alla comunità.





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